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Elio Varuna è un pittore romano, che partendo da un’approfondita ricerca sulla cultura e la spiritualità
dell’India, nella sua più recente produzione ha incontrato l’immaginario neopop occidentale, costellato di
icone coloratissime, ironiche e irriverenti.
Nei suoi quadri vediamo così apparire le forme fantastiche dei più recenti designer toys che si sostituiscono
ai simboli della spiritualità orientale con risultati imprevedibili ma efficaci.
Nuove icone della comunicazione contemporanea (in particolare l' Egg Qee) diventano nella sua pittura emblemi
di potenziali universi ancora in gestazione, destinati a manifestarsi prima o poi in tutta la loro perfetta
straordinarietà. (tratto dalla presentazione della mostra "Neo Pop Revolution")
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Chi o cosa è Elio Varuna?
Elio Varuna è un progetto artistico nato nel 1997. In 10 anni ha ricercato e sperimentato varie discipline, soprattutto in ambito pittorico: partendo dallo studio del simbolismo e arrivando al surrealismo neo-pop.
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Perchè hai deciso di inserire i toy nelle tue opere?
Credo che la forza (e il successo) dei toys stia nel toccare
alcune zone remote del nostro inconscio: quelle felici della nostra infanzia. Al di là della questione estetica
(i toys sono veramente fighi!) c’è anche un dato emozionale. E inserirli nelle mie opere mi da la possibilità
di mettere in relazione due mondi, il passato e il futuro.
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Ma il tuo interesse per i toy com'è nato?
Alcuni anni fa, venendo a contatto con i giovani artisti dell’area
californiana (Baseman, Fish, Biskup…); mi piaceva l’idea che i loro soggetti, i loro colori e le loro forme
potevano diventare moderne sculture in vinile: gli “art toys”, appunto! |
Tra tutti i design oggi in commercio, l'uovo è quello che
ti interessa maggiormente. Da dove viene questa passione?
L’Uovo, a differenza degli altri, esprime una forza in potenza;
come l’Uovo Alchemico, o l’Uovo Cosmico, o l’Uovo Filosofale: un “indistinto primo” che ancora non è; insomma,
nell’uovo risiedono energie che attendono di essere scatenate. La forma, poi, è quella dell’Universo...e per
dipingere è quella che più assomiglia a una tela.
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Come nascono le ispirazioni per le tue opere?
Sono principalmente la mia visione del mondo, informata da
frammenti emotivi, i miei studi e ricerche passionali… tutti mixati: le avanguardie del ‘900 (il Dada su tutte),
il Design vintage e moderno, il fashion system, l’Alchimia, il suono e, ovviamente, il mondo toy!
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Sappiamo che oltre ad inserirli nei tuoi quadri, hai
anche customizzato alcuni toy. Raccontaci un po' cosa ne è uscito!
Spesso non mi basta il confronto con la tela, allora approfitto
di tutto quello che mi circonda invadendolo con i soggetti che stò sviluppando in quel momento: dal contest
di Adicolor alla Street Art, dalla moda ai toys.
Ho approfittato di alcuni DIY toys tra i quali un paio di BearBearQ e ho anche customizzato un “Mio Mini Pony”
Punk! Al momento però mi sto dedicando al 100% sull'elaborazione 3d dei miei nuovi soggetti: i Tutys!
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Sei anche un collezionista di toy?
Assolutamente sì! Oltre ai miei giocattoli anni ’80, gelosamente
conservati, ho la mia bella schiera di art toys che animano casa e studio: tra questi quasi tutto di Gary
Baseman (tra cui un Dumb Luck versione Japan autografato), qualcosa di autografato da Tim Biskup... e poi mi
piace ricordare il raro Ganesh bianco autografato da Doze Green preso al Kidrobot di New York.
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I tuoi designer preferiti?
Oltre ai su citati Baseman, Fish e Biskup aggiungo Mark Ryden
e Marion Peck per come dipingono; e anche Tokidoki per come riesce a muoversi tra arte e glamour.
A Oriente guardo spesso Murakami e Kei Sawada.
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Progetti per il futuro?
Far uscire i miei personaggi dalle tele e mandarli allegramente
in giro per il mondo!
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Intervista effettuata in Luglio 2007. |
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