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Chi non lo conosce? Se siete italiani e siete appassionati di designer toys, sarete sicuramente capitati
sulle sue pagine. Stiamo parlando del primo e inimitabile shop online d'arte vinilica: AtomPlastic!
Queste due semplici parole sono diventate in pochi mesi il sinonimo (almeno nel nostro paese) di art toys,
urban toys, designer toys, e chi più ne ha più ne metta.
Dietro alla coraggiosa opera di aprire un toy-shop tutto in italiano, si cela un uomo ... rullo di tamburi ... Ladies & Gentlemen ... a voi, in tutto il suo splendore: Piero aka Mr.Atom Plastic!!!
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Ci fornisca il suo identikit.
Maschio, bianco, 35 anni, felicemente coniugato, 2 figli, 1 cane.
Residente a Bassano del Grappa. Batterista ed insegnante di batteria rock. Ad un esame da una laurea in ingegneria
che non ho voglia di prendere. Atom è il negozio in cui passo parte delle mie giornate. Il mio notebook è sempre
acceso e quasi sempre on-line. Da circa due anni lavoro su Atom Plastic, il primo progetto web italiano dedicato
al “fantastiglioso mondo dei designer toy”. Adesso che sapete chi sono, sarò costretto ad uccidervi...
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Come e quando è nato il tuo interesse per i toys?
Circa 3 anni fa... navigando in rete alla ricerca di informazioni
su Gary Baseman e Pete Fowler sono finito sul sito di Sony Creative e quindi su Kidrobot... è stato un vero e
proprio “colpo di fulmine”.
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Atom è nata come fumetteria, quindi il fumetto è la tua prima passione?
Seguo il mondo del fumetto e dell’animazione da diversi anni.
Qualche anno fa ho provato a trasformare questa mia passione in un lavoro... ed eccomi qua a festeggiare il nono
compleanno di Atom! |
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Quando hai deciso di proporre anche toys in negozio?
Avendo il negozio alle spalle, quando trovo nuovi articoli
interessanti penso subito alla possibilità di proporli alla mia clientela. Così è stato anche per i toys e i
primi pezzi della mia collezione sono arrivati insieme a quelli per Atom.
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Come ha reagito la clientela di fumettari all'arrivo dei primi giocattoli?
Inizialmente sono stati travolti dal mio entusiasmo e ho finito il
primo stock di Qee quasi senza accorgermene! Ma in generale il pubblico del fumetto cerca giocattoli con
riferimenti ben precisi a questa serie a fumetti o a quel cartone animato e fa più fatica a capire il design
fine a se stesso. Per questo ho deciso abbastanza in fretta di cercare in rete altri appassionati di toys.
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Qual è la clientela "tipo" di Atom Plastic?
I clienti di Atom Plastic sono prevalentemente italiani. Si tratta per lo più di creativi, artisti e grafici che lavorano in ambiti come moda, pubblicità e comunicazione.
I contatti dall’estero sono sicuramente limitati dal fatto che il sito è al momento completamente in italiano.
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Quali sono i toys più richiesti?
Sicuramente le Uglydoll, i Qee e i Dunny. Vanno meglio i design
più “immediati” da un punto di vista emotivo, rispetto a quelli complessi, mentre la tiratura non gioca un ruolo
determinante. Questo deriva principalmente dal fatto che in Italia non esiste ancora un mercato collezionistico
come all’estero.
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Di recente Atom Plastic ha esposto al Pitti Living di Milano. Raccontaci brevemente com'è andata.
E’ stata sicuramente un’esperienza positiva: lo stand di Atom
Plastic ha suscitato notevole interesse ed ho ricevuto diversi contatti importanti. Il pubblico ha reagito alla
nostra prima “apparizione pubblica” molto meglio di quanto mi aspettassi!
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Oltre a vendere i toys, sei anche un collezionista?
Diciamo che quella di Atom Plastic è tutta una montatura per mantenere la mia collezione di giocattoli! ;-)
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I tuoi designer preferiti?
Fra tutti potrei citare (in ordine rigorosamente alfabetico):
Gary Baseman, Tim Biskup, James Jarvis, Jaime Hayon e David Horvath.
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Che novità sono in arrivo per Atom Plastic?
Innanzitutto vorrei mettere on-line il forum ed il magazine.
Poi vediamo quanto tempo ci rimane per realizzare uno dei 1000 progetti che mi girano per la testa...
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Negli Stati Uniti, tra negozi, siti specializzati e collezionisti c'è una grande sinergia (scambio di informazioni, promozione, collaborazioni...), in Europa come la vedi?
L’entusiasmo e la disponibilità a collaborare a tutti i livelli è
la stessa. Quello che forse manca in Europa sono delle grosse fiere come quelle di San Diego e di New York che
diventano luoghi privilegiati per lo scambio di informazioni ed il lancio di nuove iniziative.
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Quali sviluppi vedi per il mondo dei toys nei prossimi anni?
Se consideriamo quello che è successo negli ultimi 2 anni,
il prossimo futuro non può che riservarci grandi sorprese. Personalmente mi auguro che cresca la scena europea,
che è rimasta un po’ indietro rispetto a Stati Uniti ed Inghilterra. E sarebbe ora che anche l’Italia dicesse la
sua.
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Cosa ti aspetti dal giovane panorama italiano?
Il mercato si sta ampliando. Le riviste iniziano ad interessarsi
al designer toy movement. I toys stanno facendo la loro timida comparsa nelle vetrine dei negozi. In rete si
leggono finalmente news e recensioni in italiano. Ho continui contatti da parte di artisti e designer pronti a
realizzare i loro progetti sui giocattoli. Cosa mi aspetto dal giovane panorama italiano?
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Per chi non l'avesse ancora visitato, Piero è il "big boss" di http://www.atomplastic.com
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Intervista effettuata in Giugno 2006. |
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